Tabernacoli e targhe devozionali

Camminando per le strade di Terranuova, nei piccoli centri del suo comune, nella campagna circonvicina, non è raro incontrare immagini sacre protette da edicole poste foto non disponibile agli incroci - secondo una consuetudine che ha precedenti nel mondo pagano - sulle fontane, sui muri di recinzione dei poderi, agli angoli o sulle facciate delle case, in una nicchia ricavata sovente nello spessore del muro sopra l'architrave della porta. Sono testimonianze tangibili di una forma di devozione popolare e di un sentimento religioso che si esprimono al di fuori dei luoghi di culto ufficiali, oltre che, spesso, frutto di una sensibilità artistica che non deve essere trascurata. Generalmente i tabernacoli più antichi, talvolta abbastanza grandi, recano sulle pareti immagini dipinte, restaurate molte volte, purtroppo, nel corso del tempo, tanto da risultare alterati del tutto o quasi il soggetto originale oppure la mano dell'artista. Si possono citare al proposito il tabernacolo a nicchia, posto sulla cinta muraria di Terranuova, in via Fazia, con la raffigurazione della Sacra famiglia che il Bacci già individuava come opera tardo-ottocentesca del pittore Ademollo, eseguita, probabilmente, sulle tracce di una precedente pittura; o il grande tabernacolo viario collocato al bivio con Pernina che accoglie l'affresco della Vergine col Bambino tra i santi Francesco e Antonio da Padova. foto non dispobile Ancora si possono ricordare il tabernacolo posto all'incrocio di due vie alla Traiana, con l'Annunciazione, e quello di uguale soggetto che si scorge all'ingresso della Penna, venendo da Terranuova e, sempre in questa frazione, nella località Il Casino, I'imponente edicola recentemente restaurata con resti di affreschi che lasciano intravedere il manto della Madonna, la cui immagine è oggi perduta, e quadretti paesistici sullo sfondo, di garbata esecuzione.
Gradualmente, tuttavia, nel corso del tempo, agli affreschi vennero a sostituirsi le sculture o i bassorilievi in terracotta, materiale, questo, più funzionale, dal costo modesto e di più ampia divulgazione, fino alla diffusione, specialmente a partire dal XVIII e dal XIX secolo, delle targhe in maiolica policroma e, nel nostro secolo, di statuette in gesso o di cemento. Spesso è stato proprio attraverso la collocazione di queste semplici targhe ceramiche che molte edicole, magari in abbandono dopo il deperimento o la scialbatura degli affreschi, hanno di nuovo assunto un ruolo importante, quale punto di aggregazione ed espressione della religiosità popolare. Tra le targhe in maiolica con l'effigie della Vergine, una particolarmente interessante è conservata in un tabernacolo del Borro.foto non dispobile Si tratta della raffigurazione a rilievo della Madonna del Rosario e reca la data 1790; I'iconografia è chiaramente desunta da stampe ed è tipologicamente affine alla produzione di Montelupo. Un'altra bella targa in maiolica con lo stesso soggetto è visibile in un tabernacolo a nicchia su un'abitazione di Terranuova, in una via centrale; questa raffigurazione è identica a quelle eseguite dalla manifattura Ginori di Doccia intorno alla metà del XIX secolo. Altre targhe probabilmente uscite dalla stessa fabbrica di Doccia nel corso dell'Ottocento, e ancora nei primi anni di questo secolo, sono conservate in molti tabernacoli del centro terranuovese e nei dintorni; si possono ricordare, infatti, la targa entro edicola posto in un pilastro all'ingresso di una abitazione in una via centrale di Terranuova, con la Vergine dei Sette Dolori, e quella con l'lmmacolata Concezione - I'immagine teologica più replicata dalla manifattura Ginori nel XIX secolo - posta in un tabernacolo di Monticello.
Quasi tutti i tabernacoli del territorio sono dedicati alla Madonna, venerata sotto le molte e gentili invocazioni: lo Vergine delle Grazie, del Buon Consiglio, del Conforto, dei Sette Dolori o l'Addolorata, del Carmine, del Rosario, I'lmmacolata, I'Assunta, la Madonna di Lourdes etc. La popolarità della Vergine si deve sia al fatto che Terranova, dalla sua fondazione, è stata sotto la protezione della Madonna, sia all'impulso dato al culto mariano dal Concilio di Trento sia, prescindendo da altre motivazioni di ordine teologico, alla sua singolare maternità che viene ad essere identificata dall'uomo con quella della propria madre e a Lei, come alla propria madre, viene rivolta qualsiasi preghiera.
Altri santi tuttavia, sono spesso venerati nelle immagini contenute nei tabernacoli e si tratta quasi sempre di santi popolari, santi scelti a patroni di attività tipicamente contadine e artigiane o protettori contro le malattie e le pestilenze come Sant'Antonio Abate, San Rocco, Sant'Antonio da Padova, San Bartolomeo ecc. Seguire un itinerario che porti alla scoperta delle edicole sacre nel territorio terranuovese non è solamente individuare, talvolta, una testimonianza di storia e di arte, ma avvicinarsi in modo spontaneo alla gente del luogo, alla religiosità di una collettività che si manifestava fino a non molto tempo h nelle processioni, nelle feste, nei pellegrinaggi in questi piccoli luoghi che esaltano un aspetto, il più nobile, della pietà popolare.

Gabriella Mancini


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