Il sogno di un tesoro nascosto

Il testo dell'epigrafe di Poggio Bracciolini nella pieve di Santa Maria

Al tempo di papa Eugenio IV, e più precisamente nel quarto anno del suo pontificato e nel 1434° dell'incarnazione del nostro Salvatore, durante il periodo in cui la Curia si trovava a Roma, a un povero romano squattrinato che si lamentava spesso incolpando Dio della sua povertà, una notte del mese di maggio, apparve in sogno una figura imponente e di aspetto solenne, la quale lo indusse a spostare l'altare di un'antichissima chiesa, che era stata fatta costruire tanto tempo prima dal papa Sisto I e sorgeva in mezzo a una sua piccola vigna, assicurandogli che sotto vi avrebbe trovato un grande tesoro.
L'uomo, preso dalla smania di trovare questo tesoro, cominciò subito a rimuovere l'altare che gli era stato indicato, ma non vi trovò né l'oro né l'argento che si aspettava, bensì una cassettina di marmo che sosteneva tre pissidi di vetro con coperchi di ferro e un'iscrizione all'interno sulla natura del contenuto: reliquie di diversi santi.
Pensando di essere stato preso in giro nel sogno, costui portò comunque a casa le pissidi; ma la visione gli apparve al nuovo e lo avvertì che avrebbe dovuto scavare più in profondità sotto l'altare, perché proprio lì c'era nascosto un tesoro ancora più grande.
Lui allora, sempre spinto dalla bramosia di trovare l'oro, buttò completamente all'aria l'altare e, scavando sul fondo, rinvenne due cassettine di marmo, ognuna delle quali conteneva un'ampolla con tante vetuste reliquie; tesoro fra tutti preziosissimo, in una delle due ampolle c'erano delle ossa bruciacchiate e annerite. Io credo fermamente, anche perché ho consultato in proposito un sant'uomo, che tutte queste reliquie appartengano al beato Lorenzo.
Quel tizio raccontò poi il sogno e portò tutte le cose che aveva trovato a Rinuccio da Castiglione Aretino, nella speranza che gli interessassero; ed è stato proprio grazie a Rinuccio, mio intimo amico, che io sono riuscito ad averle tutte in dono, sia pur venendo incontro, per spirito di carità, alla miseria di quel pover'uomo.
In seguito, in omaggio alla beata Vergine Maria, ho sistemato tutte le reliquie in questa cappella, che ho fatto costruire nel 58° anno della mia vita, ossia a distanza di quattro anni compiuti dal loro ritrovamento.

Poggio, segretario apostolico.

traduzione dal latino di Carlo Fabbri


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