Nell' ultimo decennio del cinquecento, la potente famiglia Concini di Terranuova, commissionò al pittore fiorentino Gregorio Pagani (1558-1605), due pale d'altare di considerevoli dimensioni per due piccole chiese del luogo. Molto probabilmente il committente fu Giovanni Battista Concini, senatore della Repubblica fiorentina e padre del più famoso Concino, maresciallo d'Ancre che tanta fortuna incontrò alla corte di Francia con Maria de' Medici, moglie di Enrico IV. Il primo dipinto è
la crocifissione con la Madonna e i santi Bartolomeo, Niccolò ed Agata, firmato in basso, nel centro, "Gregorio Pagani 1593": fu eseguito per l'altare maggiore di
San Bartolomeo al Pozzo a Terranuova e lì tuttora si trova. Il committente volle rappresentati sotto la croce i santi Bartolomeo e Niccolò alludendo a due noti membri della famiglia.
Il primo ricorda Bartolomeo Concini (1507-1578), sottosegretario di Cosimo I e delegato dell'imperatore Massimiliano, mentre San Niccolò allude a Matteo Concini (1501-1563/65), nominato vescovo di Cortona nel 1560.
l'altro dipinto, anch'esso su tavola, è una Madonna con il Bambino e i santi Michele e Benedetto (1595?) ed è conservato, ancora oggi, nella chiesa di San Michele Arcangelo, nella frazione delleVille. La piccola chiesa fa parte del complesso di costruzioni dell'antico monastero benedettino
di San Michele in Pian di Radice, acquistato dai Contini nel Cinquecento e in seguito trasformato in prebenda dell'ordine di Santo Stefano. Il dipinto, ora sulla parete destra, era stato commissionato dalla famiglia Concini per l'altare centrale, dove rimase fino al 1950: Matteo, vescovo di Cortona, all'inizio della sua carriera ecclesiastica fu parroco nella piccola chiesa di San Michele Arcangelo alle Ville, della quale i Concini avevano il giuspatronato. All'epoca dell'esecuzione di questi due dipinti il Pagani era ben inserito nell'ambiente artistico fiorentino; aveva lavorato nella bottega di Santi di Tito e, con lui ed il Cigoli, all'Accademia del Disegno. Nonostante la morte prematura, seppe dare un contributo decisivo al superamento del manierismo: secondo Christel Thiem "i suoi dipinti si distinguono per poche figure dalla chiara struttura, studiate sempre dal vero, e colpiscono per il colore chiaro e uminoso e per la predilezione per le stoffe preziose".

Scheda precedente
|
Scheda successiva
|
Al capitolo
|
Home Page
|
||