Fra Diamante

Fra Diamante, di Feo, nacque a Terranuova verso il 1430, ma poco o nulla sappiamo della sua genealogia e della presenza della sua famiglia nel paese. Venuto a Firenze per imparare l'arte, studiando i lavori di Masaccio e Masolino nel convento del Carmine, avrebbe qui conseguito "la votazione di vestire l'abito religioso", si sarebbe fatto carmelitano e poi vallombrosano, probabilmente a seguito dello scandalo che vide coinvolto il maestro e collaboratore Filippo Lippi quando, cappellano nel convento di Prato, fuggì con la giovane monaca Lucrezia Buti.
L'amicizia con Filippo Lippi si tradusse ben presto in collaborazione professionale a Prato, dove fra Diamante era stato destinato dall'ordine per compiere l'anno di noviziato. Terminato l'anno di prova i due artisti furono qui trattenuti dalle numerose commissioni di lavoro. Intorno al 1452, per una decina di anni, li ritroviamo nel coro del Duomo di Prato, dove nella scena del convito il Lippi ritrasse "figure con molte belle abitudini e ben condotte, e di panni, e di arie di visi, tra i quali ritrasse allo specchio se stesso vestito di nero in abito da prelato, et il suo discepolo fra Diamante" (Vasari).
Ed ancora il Vasari: "A fra Diamante fece imparare l'arte della pianura, il quale nel Carmino di Prato lavorò molte pitture; e della maniera sua imitandola, assai si fece onore, perché ei vene a Ottima perfezione...", ed ancora a proposito del ciclo con le storie della beata Vergine, nella cupola del Duomo di Spoleto, parlando del Lippi, il Vasari dice "Fu richiesto per via di Cosimo de' Medici, dalla comunità di Spoleto per fare la cappella nella chiesa principale della Nostra Donna" - gli affreschi furono iniziati nel settembre del 1467 - "la quale lavorando insieme con fra Diamante condusse a bonissimo termine..., ma intervenendo la morte sua da lui non fu finita". Dai documenti risulta infatti che il Lippi fu aiutato da fra Diamante e che questi, dopo la sua morte nel 1496, portò aventi il lavoro da solo.
Il Lippi lasciò in testamento al fedele allievo la tutela del figlio Filippino: "Finì il corso della vita sua fra Filippo... et a Diamante lasciò in governo per testamento Filippo suo figliolo...", di appena dieci anni. Ma fra Diamante, probabilmente, visse solo fino al 1498.

La Natività del Louvre

foto non dispobile Il "Département des Peintures" el Louvre ha presentato, in occasione del Natale 1 993, il restauro di una Natività; fiorentina del secolo XV, indicando come probabile autore dell'opera, fino allora attribuita ad un misterioso "Maestro della Natività", fra Diamante da Terranuova.
Si tratta di una splendida pittura su tavola, raffigurante la Natività di Gesù. E' l'alba, la capanna appare in rovina (simbolo dell'antica legge ormai decaduta), il Bambino è adagiato in terra su un lembo della veste della madre e di San Giuseppe, con l'asino e il bue alle sue spalle. Sopra la grotta una luce colline, greggi, corsi d'acqua e abbagliante con la colomba dello Spirito Santo. Il dipinto è ricco di particolari accurataente interpretati: il prato fiorito e sassoso, i piccoli rettili e l'uccellino sul muro fiaschelta di paglia intrecciata. Sullo sfondo è rappresentata la campagna con morbide colline, greggi, corsi d'acqua e intrecci di strade, castelli con torri e mura fortificate. Il tutto richiama alla mente certi scorci della campagna toscana e forse del Valdarno.

Stefania Bracci


Scheda precedente Scheda successiva Al capitolo
Home Page