Le mura castellane

Le vicissitudini che hanno accompagnato la costruzione di questa cinta muraria sono varie, legate a difficoltà di tipo economico da parte della popolazione durante la fase di costruzione della nuova terra e ad una veloce e forse cattiva manodopera durante i lavori che determinò, dopo pochi anni di vita delle fortificazioni, crolli in alcune zone delle mura e torri. I materiali e le tecniche usate per la realizzazione della cinta, d'altra parte, non potevano fare sperare in meglio: si utilizzarono essenzialmente i materiali reperibili in abbondanza nella zona e quindi ciottoli di fiume e pietrame generico, mentre pietre squadrate, provenienti dalla vicina cava della Cicogna, furono utilizzate come angolari delle torri e per le feritoie. Le trame murarie oggi rilevabili lungo la cinta sono svariate e male catalogabili, vista la frequenza con la quale nei secoli le mura sono crollate e sono state ricostruite con materiale sia di resulta, sia di diversa reperibilità, creando un coacervo di interventi di diversa natura, ravvisabili anche sui prospetti di torri e torrini. La struttura di questa fortificazione, come nelle terre nuove coeve, doveva avere molte caratteristiche comuni alla cinta muraria di Firenze che si andava completando proprio in quegli anni. Gli elementi rimasti sembrano giustificare questa ipotesi, tenendo tonto di una necessaria riduzione delle dimensioni. Le porte, le torri e i torrini erano sporgenti per rendere possibili i tiri di fiancheggiamento ed aperti internamente per far sì che il nemico non se ne servisse contro l'abitato una volta che fosse riuscito ad occuparle. La merlatura, di cui non rimane traccia, era certamente di tipo guelfo ed il camminamento interno, che in alcuni tratti è ancora visibile, era con ogni probabilità costituito da archetti in laterizio impostoti su mensole di pietra che sorreggevano passaggi in legno collegati alla medesima altezza dei piani rialzati dei torrini, sottolineati da archi disegnati da volte a botte sporgenti dal limite del muro.

Nessun documento riporta l'altezza raggiunta dalle mura di Terranuova alla loro fondazione, I'unica indicazione utile riporta la previsione di rialzare le torri di circa 9 m (= 15 b.f.) oltre le mura, da cui si può risalire ad un'altezza approssimativa di circa 10 m (= 17 b.f.) considerando anche la posizione degli appoggi per i camminamenti esistenti. Dalla metà del XV secolo, con l'avvento delle armi da fuoco e l'evolversi delle tecniche militari, mura, torri e fossati finirono per perdere la loro funzione, tanto che con l'andar del tempo le torri vennero chiuse ed utilizzate come piccionaie o come piccole stanze abitabili; inoltre, lo Stato fiorentino iniziò ad affittare e vendere le carbonaie" interne alle mura, che si trasformarono presto in orti.

Edi Cardi


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