Giovanni Magherini (Figline Valdarno 1892 Città
di Castello 1924) ricercatore e cultore delle memorie della propria
terra e tenace erudito, fu il tipico rappresentante di una borghesia
colta e benestante, dedito anche ad opere filantropiche: oggetto
dei suoi studi Città di Castello, sua patria adottiva,
ed il Valdarno, regione ricca di studiosi locali che trovavano
il loro punto di riferimento nell'Accademia del Poggio. Sposatosi
con la contessa Maddalena Libri Graziani, dei conti Libri di Firenze
e dei conti Graziani di Città di Castello, ne acquisì
il titolo ed il cognome Magherini Graziani.
Trascorse la sua vita tra Città di Castello
e la villa-fattoria di Poggitazzi già proprietà
dei Libri. Gli studi del Magherini Graziani si rivolsero principalmente
alla storia dell'arte: la "curiosità" ereditata
e l'amore per il documento lo portarono, da ottimo bibliofilo,
a collezionare libri e testi ampliando la già ricca biblioteca
di Poggitazzi . Nel 1904 pubblicò per i tipi dell'editore
Sebeer una monografia su Masaccio e, postumo nel 1927,
la prima giovinezza di Raffaello, sua è inoltre
la Storia artistica di Città di castello, del 1891.
Tra i suoi interessi anche la storia locale e le tradizioni popolari:
è opera sua la Storia di Città di Castello, pubblicata
in tre volumi con una ricca veste tipografica tra il 1890 ed il
1900. Nel campo delle tradizioni popolari diede alle stampe nel
1910 In Valdarno (racconti toscani), una rielaborazione
in forma di novelle di leggende e storie popolari della tradizione
valdarnese.
A Giovanni Magherini Graziani va reso merito,
inoltre, per aver contribuito all'istituzione di una serie di
associazioni nella vicina località di Persignano: fu il
promotore della Società Filarmonica (1895), della Società
Operaia di Mutuo Soccorso "Guglielmo Libri" e della
Squadra dei Pompieri entrambe del 1899). Intitolando la Mutuo Soccorso a Guglielmo Libri,
il Magherini Graziani rese omaggio ad un illustre antenato di
famiglia, nonché ad un personaggio di primo piano del Risorgimento
toscano che fu anche un famoso bibliofilo: ricoprì l'incarico
di segretario della commissione reale per il catalogo dei manoscritti
della Biblioteca reale.

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