Itinerari tra le Balze

Terranuova - Renacci - Treggiaia - Piantravigne

Questo percorso prevede di usare l'auto nel primo tratto. Da Terranuova Bracciolini, in direzione San Giovanni Valdarno, rimanendo sempre sulla riva destra dell'Arno si imbocca la strada provinciale di Botriolo, in direzione di Castelfranco di Sopra.
Seguendo le indicazioni, prendete a sinistra la strada per collina, fermatevi nel piazzale della fattoria. Chiedete al fattore il permesso per parcheggiare la vostra auto. Da qui potrete godervi una visione panoramica del complesso erosivo delle Balze, e vi sarà facile ricostruire idealmente l'area lacustre del Pliocene: si notano la dorsale montuosa del Pratomagno, ai suoi piedi l'altopiano, quindi le pareti scoscese delle Balze e, in basso, la pianura. foto non disponibile
Gli appassionati di architettura non manchino di visitare la chiesetta di Renacci, un esempio del periodo barocco con riferimenti stilistici relativi all'architetto Niccolò Nasoni (San Giovanni Valdarno 1691 - Oporto 1773). La troverete proseguendo in auto o a piedi, qualche centinaio di metri più avanti. Attenzione ai due cani pastori maremmani che spesso si trovano in prossimità della chiesetta.
Da Renacci, con l'auto, riprendiamo la provinciale per Castelfranco di Sopra. Sulla destra troverete l'indicazione per la Treggiaia. Potrà capitarvi di imbattervi nei giocatori della "ruzzola" che, soprattutto nei fine settimana si trovano in questa zona per divertirsi e continuare la tradizione di questo gioco; superato anche il piccolo borgo della Treggiaia, continuate con l'auto fin dove termina la strada asfaltata.
Parcheggiate e seguite il sentiero sulla sinistra: le Balze plioceniche sono sempre più vicine. Da qui, percorrendo campi e filari, ammirerete da diverse prospettive la platea e geologica delle Balze dell'Acqua Zolfina. Per il suo insieme panoramico è sicuramente il luogo più suggestivo, soprattutto alla sera, quando le luci del tramonto accendono i gialli delle sabbie argillose, delle terre e dei ciottoli che costituiscono le pareti delle Balze. foto non disponibile
Ritornate al luogo dove avete lasciato l'auto ed imboccate il sentiero in direzione del piccolo paese di Piantravigne. Il percorso non è segnato e in alcuni tratti è sbarrato da recinti per gli animali: è consigliabile chiedere prima informazioni ai contadini del paese.
Camminerete tra prati e vigne, sarete immersi tra colline che, soprattutto in primavera risplendono di un verde intenso contrastante con le bianche campiture delle margherite.
Ben presto vi ritroverete ai piedi della balza a piramide di Piantravigne che, gelosa della propria storia, nasconde grotte e gallerie occultate misteriosamente da frane di terra che ne ostacolano il passaggio. Attraversando la strada e scendendo nel campo, vi ritroverete ai piedi di Piantravigne, un insediamento costruito sulla sommità di fragili Balze.
Riprendete la direzione per il paese e fermatevi sul ponte: d'inverno, quando la vista non è ostacolata dalle fronde degli alberi, potrete avere un'altra panoramica suggestiva delle foto non disponibile Balze dell'Acqua Zolfina. . Se invece passerete di qui d'estate, superate il paese giungendo fino ai lavatoi; vi aspetta una nuova prospettiva. Capirete, se vi trovate in un pomeriggio di giugno, come il grande Leonardo da Vinci abbia potuto risolvere pittoricamente il peso e la presenza reale dell'atmosfera. La leggera foschia e i colori vi evocheranno le immagini di un quadro, con giochi e contrasti di luce.
Per i più curiosi ed instancabili è consigliato un altro belvedere. Da qualcuno degli anziani di Balze dell'Acqua Zolfina. , che trascorrono i loro pomeriggi a discorrere sul ponte, fatevi indicare la strada per il cimitero. Oltre il cimitero vi è un prato, oltre il prato il vuoto: guardando in basso vi renderete conto di essere sopra ad una delle Balze: niente di più spettacolare, se vi avvicinate al bordo sentirete i ciottoli e l'argilla cedervi sotto i piedi... meglio non provarci!! Le Balze sono fragili, destinate a sgretolarsi nel tempo.


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