Il comune di Terranuova Bracciolini, nel Valdarno Superiore, è parte dell'unità geografica del
bacino dell'Arno compresa tra la confluenza del canale maestro della Chiana, presso Arezzo, e quella della Sieve a Pontassieve. Ha una superficie di 85,37 kmq e si sviluppa in un'ampia fascia in direzione NO-SE, interamente alla destra del fiume, delimitato dal suo corso e dalle pendici della catena montuosa del
Pratomagno. Le quote variano da circa 145 m s.l.m. del letto d'Arno al confine con il comune di San Giovanni Valdarno, a circa 320 m s.l.m. in corrispondenza della strada provinciale Sette Ponti nei pressi di Loro Ciuffenna.
Il paesaggio presenta una forte variabilità di caratteri morfologici, che risultano strettamente legati alla natura dei terreni.
In linea generale possono essere distinte quattro grandi unità paesaggistiche, assai diverse tra loro anche se ciascuna con caratteri omogenei. La prima comprende le aree di pianura alluvionale, mentre le altre corrispondono a tre grandi fasce che si sviluppano in direzione NO-SE, parallele al corso dell'Arno e ai monti del Pratomagno.
I fondivalle dell'Arno e del suo affluente principale, il Ciuffenna, sono caratterizzati da una
pianura alluvionale relativamente vasta, formata in gran parte da terrazzi fluviali. Si tratta di aree intensamente antropizzate, in ciò favorite dalla morfologia pianeggiante e dalla presenza dei due corsi d'acqua che fin dall'antichità hanno rappresentato le principali direttrici di traffico. In particolare la fascia lungo l'Arno ha subito negli ultimi anni un rapido processo di urbanizzazione a carattere prevalentemente commerciale, grazie alla vicinanza del casello autostradale. Meno intensa, invece, è stata l'espansione nella piana del Ciuffenna, dove intorno ai nuclei urbani di Terranuova Bracciolini e La Penna rimangono numerose aree destinate ad attività agricole, in particolare colture seminative e, sui terrazzi fluviali, vigneti e oliveti.
L'intera fascia sud-occidentale del territorio comunale, parallela al corso dell'Arno, è caratterizzata da un
ambiente collinare con forme tondeggianti e pendenze contenute, in cui si è sviluppato un reticolo idrografico ramificato completamente afferente all'Arno e al Ciuffenna. Le valli sono generalmente larghe e piatte, i versanti convessi o rettilinei.
Sporadici sono gli insediamenti urbani, concentrati per lo più nelle aree geomorfologicamente più stabili, vale a dire i fondivalle (Le Ville, Santa Maria) e le sommità dei rilievi in corrispondenza di terreni sabbiosi (Treggiaia, Tasso, Castiglion Ubertini, Monticello e numerose case sparse), meno predisposti al dissesto di quelli limoso-argillosi. Le attività di gran lunga prevalenti sono agricole, con colture seminative, vigneti, oliveti e aree destinate a prato-pascolo; rari sono i lembi boscati.
Nella parte interna del territorio comunale, anche in questo caso in un'ampia fascia parallela al corso dell'Arno e ai monti del Pratomagno, si trovano terreni costituiti da una successione di strati comprendente, dal basso verso l'alto, sabbie limose, ghiaie e conglomerati. I corsi d'acqua che vi scorrono hanno generato numerose vallecole dai fianchi ripidi, che diventano spesso delle vere e proprie forre separate da guglie o da creste appuntite a guisa di lame: le
Balze .
Si tratta della zona meno popolata del territorio comunale, con numerosi boschi, un'attività agricola limitata e poche case isolate.
A partire dalla quota di circa 250 m s.l.m. si sviluppa in direzione del Pratomagno un
altopiano molto regolare, frequentemente interrotto dalle incisioni dei corsi d'acqua che provengono dalla montagna. Esso costituisce il residuo della superficie di colmamento del bacino lacustre pleistocenico.
Percorrendo le strade pedemontane ai suoi margini nord-orientali si ha in più punti l'impressione che non vi sia stata erosione e la superficie topografica conservi ancora gli stessi caratteri di quando le acque dell'antico lago si sono ritirate.
L'altopiano termina ai piedi del Pratomagno, che costituisce il limite nord-orientale del territorio comunale ed è caratterizzato dall'affioramento di rocce arenacee.
Numerosi, anche se di piccole dimensioni, sono gli agglomerati urbani:
Piantravigne,
Persignano,
Montemarciano,
Cicogna,
Traiana,
Comugni,
Campogialli.
Si tratta di insediamenti di antica origine, preesistenti alla fondazione di Terranuova, situati tutti in prossimità della strada dei Sette Ponti che in epoca etrusco-romana costituiva la principale via di collegamento sul versante destro del Valdarno. Intorno a questi piccoli centri prevalgono i vigneti, gli oliveti e le colture seminative.

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